sabato 21 ottobre 2017

Parole d'Arte - 13^ Rassegna Biennale Artisti Varesini


Ripubblichiamo qui il pezzo gentilmente anticipato da SempioneNews 


Inaugurata il 14 ottobre, è ancora visitabile fino a domenica 29 l'edizione 2017 della Rassegna Biennale Artisti Varesini di Arsago Seprio.
Nelle varie anime che si sono avvicendate in questi decenni, da Silvio Zanella fino all'attuale curatore Martino Rosso, la presidente della Commissione Biblioteca, Dorita Giannoni, è stata una presenza costante e fondamentale per la meticolosa organizzazione di ogni edizione.
"Cerchiamo di mantenere sempre un certo livello ma scrutiamo incessantemente il territorio per dare spazio a nuovi artisti. Fin dai primi anni '90 abbiamo miscelato artisti emergenti con altri del calibro di Enrico Baj e Lucio Fontana, magari con molta incoscienza; chiamavo tranquillamente figure affermate che mi rispondevano "Chiama da dove?!? Ma dove si trova??" Eppure alcuni premiarono l'inconsapevolezza di quei primi anni, partecipando a quelle Biennali proprio perché fuori dagli schemi elitari in cui spesso l'Arte si adagia. Un po' di "rottura" è stata anche la recente introduzione di una tematica su cui chiamare gli artisti ad esprimersi. Non a tutti è piaciuta subito, forse perché non tutti hanno il tempo e la volontà di creare qualcosa di inedito espressamente per un determinato appuntamento. Ma come si può vedere alla fine la risposta è stata buona, molti si sono messi in gioco e abbiamo interpretazioni declinate in svariati stili e materiali."

Tra i trentadue artisti selezionati dalla Commissione Organizzatrice, è compreso Roberto Caccin: artista/artigiano poliedrico, che si esprime nella lavorazione manuale del ferro, ma anche come pittore, scenografo e ideatore di eventi tematici messi in atto con l'associazione socio-culturale Quelli Del '63, di Somma Lombardo. In città, davanti alle Antiche Fattorie Visconti, troneggia la sua scultura-omaggio all'Arma dei Carabinieri, ma sono innumerevoli le sue creazioni pubbliche e private presenti sul territorio. Per la seconda volta è stato invitato e dopo "L'albero della vita" del 2015 presenta oggi "Pagine del tempo".

- Si può senz'altro sostenere che l'Arte, in quanto linguaggio universale, abbia una potenza comunicativa che va oltre le differenze di linguaggio. Quanta differenza avverti nel tuo comunicare a parole e il farlo attraverso le tue opere?

Quello che si sprigiona da me e si tramuta in una linea, in un percorso scultoreo o pittorico, non ha parole. E' un sentimento, un momento di Verità in cui comunicare la propria essenza, in cui far convergere tutto ciò che fotografo mentalmente ogni giorno, visivamente ed emotivamente. Accumulo continuamente linee, colori, istanti, e quando tracimo l'esplosione creativa è una mia vera impellenza; è contemporaneamente annullamento e massima espressione di me stesso, impossibile da fermare, forse anche da capire per chi mi è accanto. Per me è certo più complicato esprimermi a parole che attraverso ciò che sogno e creo, compresi gli eventi di Quelli Del '63, ma far parte di un gruppo, mi ha senz'altro aiutato; è un continuo momento di crescita. Sia come presidente di un'associazione che come artista, può sempre esserci il timore che quello che vado ad esprimere e proporre non sia completamente colto, apprezzato. Ma non è la quantità dei consensi ad essere determinante, quanti complimenti ricevo per una scultura o quanta gente viene alle nostre rappresentazioni; spesso bastano le frasi di pochissime persone per sapere che il messaggio è davvero arrivato come volevo.

- Entrando nel dettaglio della tua opera presentata oggi, quanta creatività ma appunto anche quanta abilità artigiana ci vuole per trasformare una materia solida per antonomasia nella leggerezza del mantello di un carabiniere, di una bicicletta in movimento, o delle pagine di un libro mosse dal vento? E anche se forse non si dovrebbe mai chiedere ad un artista, vuoi spiegare tu la tua scultura, al netto di ciò che poi ognuno saprà vederci?

Un'opera deve avere eleganza, proporzioni, si deve percepire che c'è davvero la ricerca di una linea; ciò che sembra casuale, o che lo è davvero, non rientra nei miei canoni personali di Bellezza. Forse appartengo troppo alla "vecchia scuola", anche eccentrica magari ma senza sbavature. Certi risultati li ottieni solo col tempo, con l'esperienza, con infiniti tentativi di piegare la materia esattamente come l'hai immaginata. Qui ogni angolo è voluto, cercato per esaltare luci e ombre, e sulle superfici piane, arrugginite in modo naturale, la luce è catturata con trattamento a cera. Io ho molto chiaro cosa rappresenta per me Pagine Del Tempo. Li c'è la mia vita; divisa in tomi decennali, partendo da una base solida, le mie radici, per arrivare ad un futuro fluttuante, di sogni, dove tutto è ancora da scrivere. La Parola che ritorna.


- Come ci diceva prima la presidente Giannoni, questa manifestazione a differenza di molte altre impone un costante rinnovo degli artisti. Insieme a presenze abituali offre chances ad emergenti e ad autori di lunga esperienza ma fuori dai circuiti tradizionali. E' un po' un faro meritocratico nel territorio?

Io sono sempre stato allergico ai circoli, a certe modalità di cordata. Per come sono fatto io, avrei sempre il dubbio sull'autenticità di progetti condivisi. Non mi riesce proprio di essere ruffiano per ottenere qualcosa, anche con i giornali ho questa cosa, perché confido sempre siano i fatti a parlare e a far parlare di me. E anche la nostra associazione ha ereditato per osmosi questa caratteristica, magari senza rendersene conto. E' che quando ricevi un invito da chi non conosci affatto, solo perché ha visto qualcosa di tuo e si è informato, ti ha cercato.. quello è un momento di grande conferma, di verità reciproca ed apprezzamento; è la rassicurazione che il tuo intento a qualcuno arriva nella sua purezza, senza che diventi un'abitudine, una presenza scontata. Questo è per me il Comunicare, più di mille parole. A quel punto "la Parola" assume invece il significato di onore. Impegno reciproco.
Volontà di esserci, affinché qualcuno ne tragga un arricchimento interiore.


- Ho piacere di concludere con una frase scritta da Dorita Giannoni nella prefazione del pregevole catalogo della mostra: ".. tocca a noi, curiosi co-protagonisti dell'evento, godere dei segni evidenti di questa contaminazione tra arte e parola oppure scoprire ciò che evidente non è, ma aspetta solo di essere svelato









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